“Rien ne va plus” per i grandi gruppi di casinò americani. La crisi finanziaria mondiale li sta colpendo in pieno. La maggior parte dei gruppi tradizionali di casinò sono in fallimento o quasi.
I casinò devono far fronte a una combinazione di diversi eventi pregiudicanti:
Il Tropicana, mezzo secolo di esistenza, è già in fallimento anche se non ancora in via ufficiale. Il Tropicana è tra l’altro un hotel gigante di 10 000 camere e 20 ristoranti.
È lì che, infatti, sono state girate le scene da casinò di James Bond in “I diamanti sono eterni”…Ma.. con l’arrivo della crisi, le perdite del casinò si rivelano abissali. I licenziamenti nel corso del 2007 suscitano rabbia, e il casinò perde la licenza di esercizio. Tant’è vero che Tropicana LLC Entertainement ha chiesto l’anno scorso di essere messo sotto la protezione del “Capitolo 11″. Si tratta di una legge che permette a un’azienda in fallimento di mantenere la sua attività durante il tempo di ristrutturazione. Attualmente, il casinò è “sotto flebo” e deve trovare un rilevatario entro il 31 aprile 2009 prima di essere dichiarato totalmente fallito.
Trump Entertainment Resorts è presente a Las Vegas, ma anche ad Atlantic City e in tante altre grandi città americane. Il gruppo, appartenente a Donald Trump, detiene più di 3 500 camere e nel 2007 aveva all”attivo cifre di affari pari a 1 miliardo di dollari.
Il gruppo, però perde milioni di dollari l’anno seguente e va in fallimento. In borsa, il titolo perde il 98% del suo valore in 1 anno ! Il gruppo chiede a sua volta la protezione del « Capitolo 11 » nel febbraio del 2009.
Harrah’s è il proprietario delle World Series Of Poker, i campionati del mondo di poker a Las Vegas. La società aveva acquistato Caesars Entertainment per 9.4 milliardi di dollari… Prima di essere riacquistata a sua volta da Apollo Global Management e TPG Capital per 31 milliardi di dollari. I nuovi acquirenti, però, hanno dovuto assolvere circa 1.7 milliardi di dollari in interessi di debiti solo per l’anno scorso.
La società , che dà lavoro a 80 000 stipendiati e detiene 53 casinò in sei Paesi, ha già un debito complessivo di 24 miliardi di dollari. I suoi incassi sono crollati del 13,3 % per il terzo trimestre del 2008. L’essenziale di questo crollo è dovuto al ribasso delle entrate dei suoi 7 casinò a Las Vegas. All’inizio del 2009, le perdite del casinò si accelerano ancora e diversi osservatori prevedono per l’operatore la stessa sorte del Tropicana.
Gli altri gruppi come Mgm Grand, Rivera, Fontainebleau e Stratosphere non sono da meno. Sono in rosso, ultra indebitati, sull’orlo del crack.
Le difficoltà dei casinò americani sono tutt’altro che terminate.
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